Quella del ‘77 in Italia è stata forse l’ultima grande stagione di partecipazione giovanile. In mezzo al piombo e alle molotov un’intera generazione, senza distinzioni di colore politico, chiedeva un forte cambiamento e lo faceva su basi culturali diverse rispetto al ‘68. Quello che i giovani di destra, dopo un inizio in prima fila, non erano poi riusciti a fare. Nell’estate del 1977, però, arriva il Campo Hobbit pronto a mostrare uno spaccato diverso dai luoghi comuni di una destra tutta “legge e ordine”, dipinta per la violenza dei “picchiatori fascisti” e la nostalgia di un Ventennio mussoliniano dove i treni arrivavano in orario. Gli esclusi e autoesclusi raggiunsero Montesarchio, un paese della provincia di Benevento, occupando con le loro tende un campo da calcio dove in mezzo c’era un palco dedicato alla “musica alternativa” e ai lati i banchetti pieni di riviste e libri underground. Il fenomeno delle radio libere, la grafica, la metapolitica con temi da sviluppare quali l’ecologia, la dimensione femminile, la poesia svelarono così una voglia di vivere nel presente. E la creatura letteraria di Tolkien diventò lo strumento per uscire dall’angolo in cui quell’ambiente era stato cacciato o si era infilato. Accanto all’inquadramento del ‘77 di Luciano Lanna e un approfondimento sulla “musica alternativa” di Giovanni Tarantino, ecco che il libro “… leggete Tolkien, stolti!” Campo Hobbit 1977. Quando i giovani di destra fecero il ‘68, curato da Pietro Comelli, racconta e analizza un ambiente giovanile eterogeneo, durante quell’estate calda, attraverso una serie di testimonianze, decine di documenti curiosi, oltre cinquanta fotografie inedite e la cronologia dei fatti accaduti in quella stagione irripetibile a distanza di quarant’anni. 

Campo Hobbit 1977. Quando i giovani di destra fecero il '68